Ritorno in ufficio

Il ritorno in ufficio è la decisione di un’azienda di richiamare in sede, più giorni o del tutto, chi lavora da remoto o in modalità ibrida. Per chi ha un accordo di lavoro agile non è un ordine di servizio: è l’uscita da un accordo, con termini e preavviso.

Altri nomi: rientro in ufficio, RTO, return to office, fine dello smart working

Una decisione, molti accordi

Un ritorno in ufficio si annuncia in una riunione, ma si applica persona per persona. Per i rapporti subordinati la cornice italiana è il lavoro agile dell’articolo 18 della legge 81/2017: una modalità di esecuzione del rapporto «stabilita mediante accordo tra le parti», svolta in parte nei locali aziendali e in parte all’esterno (testo in vigore dal 13 agosto 2022). Se il lavoro da casa nasce da un accordo, per cambiarlo conta che cosa prevede l’accordo e che cosa consente l’articolo 19: la comunicazione in riunione non sostituisce nessuno dei due.

Come si esce dall’accordo

L’articolo 19 distingue i due casi. Nell’accordo a tempo indeterminato il recesso richiede almeno trenta giorni di preavviso, che diventano novanta per il datore di lavoro quando la persona è disabile ai sensi della legge 68/1999; con giustificato motivo si può recedere senza preavviso. In quello a termine si recede prima della scadenza solo per giustificato motivo. La legge non dice che cosa conti come giustificato motivo, quindi non farne un argomento generico come «esigenze organizzative».

Il comma 3-bis dell’articolo 18 dà priorità alle richieste di lavoro agile di chi ha figli fino a dodici anni (nessun limite d’età se il figlio è disabile), di chi ha una disabilità grave accertata e di chi è caregiver. La priorità vale per i datori di lavoro che stipulano accordi di lavoro agile: se continui a farlo, queste richieste passano davanti alle altre, e chi chiede il lavoro agile non può essere sanzionato, demansionato, licenziato o trasferito per averlo chiesto. Le regole del lavoro ibrido e del recesso nel dettaglio sono nella voce sul lavoro ibrido.

Che cosa dice l’annuncio

Dopo la decisione, l’annuncio deve riportare la regola com’è applicata dentro l’azienda. «Martedì, mercoledì e giovedì in sede a Bologna» dice a chi legge più di «ibrido, con presenza prevalente»; e il numero va indicato anche se lo chiami ibrido, perché ibrido può voler dire un giorno a settimana come quattro. Se la regola è ancora in discussione, scrivi la parte certa e non una promessa.

Che cosa guardare dopo qualche mese

Segna la data di entrata in vigore e, a distanza di qualche mese, confronta i giorni di presenza previsti con quelli effettivi e le dimissioni di chi aveva un accordo di lavoro agile con quelle di chi non lo aveva. Se le dimissioni si concentrano sul primo gruppo, la regola ha un costo che la decisione non aveva messo in conto.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Posso imporre il ritorno in ufficio a tutte le persone in smart working?
Dipende dall’accordo. Se è a tempo indeterminato, l’articolo 19 della legge 81/2017 prevede il recesso con almeno 30 giorni di preavviso, che salgono a 90 verso una persona con disabilità ai sensi della legge 68/1999, oppure senza preavviso per giustificato motivo; se è a termine, si recede prima della scadenza solo per giustificato motivo. Il testo non definisce il giustificato motivo: valutalo caso per caso con il consulente del lavoro.

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