ESG nella selezione

ESG indica ambiente, aspetti sociali e governance, il quadro con cui le imprese rendicontano la sostenibilità. Entra nella selezione del personale solo attraverso i dati sulla forza lavoro che la rendicontazione richiede, non come metodo di assunzione.

Altri nomi: criteri ESG, rendicontazione di sostenibilità, environmental social governance

Nelle offerte di lavoro la sigla ESG compare spesso come promessa: «siamo un’azienda attenta alla sostenibilità». Dietro c’è un obbligo di rendicontazione che riguarda poche imprese e che, per la selezione, vale soprattutto per i dati sulla forza lavoro. Il quadro è in movimento, e le date qui sotto vengono da fonti consultate il 18 ottobre 2026: verifica i testi prima di applicarle.

CSRD, d.lgs. 125/2024 e Omnibus I

La direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) è la direttiva (UE) 2022/2464 del 14 dicembre 2022. In Italia la recepisce il d.lgs. 125/2024, in vigore dal 25 settembre 2024. Il testo in vigore definisce le imprese di grandi dimensioni come quelle che superano due su tre limiti: 25 milioni di attivo, 50 milioni di ricavi netti, 250 dipendenti in media.

Il perimetro europeo è stato poi ridotto. Secondo lo studio legale Arthur Cox, la direttiva Omnibus I è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 26 febbraio 2026 ed è entrata in vigore il 18 marzo 2026. La CSRD si applica ora, per le imprese UE, a chi ha più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di ricavi netti. Gli Stati membri la recepiscono entro il 19 marzo 2027, e le imprese della seconda ondata che restano nel perimetro riferiranno per la prima volta nel 2028, sugli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.

Secondo uno studio professionale l’Italia doveva ancora modificare il d.lgs. 125/2024 per recepire la direttiva (UE) 2026/470, mentre il rinvio precedente era già stato recepito con la legge 118/2025. Lo stesso articolo dà per i nuovi standard europei (ESRS) il regolamento delegato (UE) 2026/1563, con efficacia dal 10 novembre 2026 e applicazione agli esercizi dal 1° gennaio 2027, con la possibilità di anticiparli per il 2026.

Lo standard S1 e i dati dell’HR

Per chi seleziona, il punto di contatto è lo standard ESRS S1, dedicato alla forza lavoro propria. Fiscal Focus lo presenta, in un articolo del 30 giugno 2026 di cui è leggibile solo l’introduzione, come uno standard che impone trasparenza sul divario retributivo di genere. Quali dati sopravvivano nella versione semplificata va verificato nel testo del regolamento: lo studio citato sopra parla di una riduzione dei dati obbligatori superiore al 60% secondo analisi preliminari, e non entra nel dettaglio dell’S1. Per sapere che cosa deve fornire il tuo ufficio personale, chiedilo a chi redige la rendicontazione.

I dati richiesti non sono rilevazioni nuove. Organico, retribuzioni e composizione dell’azienda sono già in mano all’HR, e la rendicontazione li ordina in una forma da pubblicare.

Non è un metodo di selezione

Gran parte di un rapporto di sostenibilità riguarda altro: emissioni, filiera, anticorruzione, composizione del consiglio. Anche l’S1 è uno solo tra gli standard ESRS, dentro un documento scritto per investitori e autorità prima che per i candidati.

Nemmeno sostituisce la diversità, equità e inclusione, che sono pratiche di colloquio e di retribuzione, non ciò che si dichiara a fine anno. Un’azienda fuori dal perimetro non ha l’obbligo, e può comunque scrivere di sostenibilità nell’annuncio: in tal caso l’affermazione vale quanto il documento che la regge. Chi pubblica i dati ha interesse a richiamarli nell’annuncio con un link, e chi non lo fa dà comunque un’informazione al candidato.

Prima di usare la sigla nel testo di un annuncio o nella pagina dedicata all’employer branding, chiediti se esiste un documento a cui rimandare.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

ESG e DEI sono la stessa cosa?
No. La diversità, l’equità e l’inclusione sono ciò che un’azienda fa nei colloqui e nelle decisioni retributive. L’ESG è il quadro in cui l’azienda rendiconta i risultati: una parte riguarda la forza lavoro, il resto emissioni, filiera e governance, che con le assunzioni non c’entrano.
La rendicontazione ESG è obbligatoria per tutte le imprese?
No, e il perimetro sta cambiando. In Italia il d.lgs. 125/2024 recepisce la direttiva CSRD per le imprese di grandi dimensioni e per le PMI quotate. La direttiva Omnibus I (UE) 2026/470 restringe l’ambito europeo e va recepita entro il 19 marzo 2027: controlla se la tua azienda rientra nella fase che la riguarda, senza dare per scontata una data.

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