Bonus di fidelizzazione
Il bonus di fidelizzazione, o retention bonus, è una somma promessa a chi lavora già in azienda se resta fino a una data o a un evento, per esempio la chiusura di un progetto. Premia la permanenza: non la impone e non è un patto di durata minima.
Che cosa compra
Il retention bonus compra tempo. La somma si paga a una scadenza, e chi lascia prima non la riceve: la clausola premia la permanenza e finisce lì. Capita quando un progetto non può perdere una persona prima della consegna, quando un cambio di proprietà rende incerto chi resterà o quando l’azienda sa che la persona ha in mano un’altra proposta e vuole rispondere con una controfferta. Fuori da questi casi il bonus copre di rado un problema di retribuzione o di clima, e la scadenza lo mostra subito.
Non va confuso con il patto di durata minima. Lì la persona si impegna a non dimettersi prima di una data e risarcisce l’azienda se lo fa. La Cassazione lo ritiene valido se limitato nel tempo, e richiede un corrispettivo: può essere la reciprocità dell’impegno di stabilità oppure una maggiorazione della retribuzione, purché non simbolica e proporzionata al sacrificio chiesto (Cass., sez. lav., 9 giugno 2017, n. 14457). Il caso riguardava un dirigente e la sentenza, accogliendo il ricorso, rinvia al giudice d’appello per un nuovo esame: non ne ricavi una regola per ogni ruolo.
Che cosa scrivere nell’accordo
Quattro voci bastano a evitare discussioni, e vanno fissate prima di annunciare il bonus:
- la data o l’evento che fa scattare il pagamento, con le sue conseguenze se cambia il progetto;
- l’importo e il momento in cui verrà pagato;
- che cosa succede se la persona viene licenziata, si dimette o resta assente a lungo prima della scadenza;
- chi decide in caso di dubbio, e dove sta scritta la regola.
Se il bonus fa parte dell’accordo all’assunzione, sta nello stesso documento che indica la retribuzione. L’articolo 1 del d.lgs. 152/1997 chiede di comunicare per iscritto «l’importo iniziale della retribuzione o comunque il compenso e i relativi elementi costitutivi», con periodo e modalità di pagamento (Normattiva). Che un bonus rientri tra gli elementi costitutivi dipende dal contratto: fallo verificare dal consulente del lavoro prima di firmare.
Il giorno dopo la scadenza
Il giorno dopo la scadenza la ragione per restare scompare. Decidi in anticipo che cosa offrirai a quel punto: un ruolo, un percorso o una revisione della retribuzione, altrimenti il bonus sposta la dimissione di qualche mese senza cambiarne il motivo. Se sai già chi lo avrà e chi no, prepara la risposta a chi chiederà perché.
Come controllare se ha funzionato
Qualche mese dopo il pagamento guarda chi è ancora in azienda tra quanti hanno incassato il bonus. Il numero dei pagamenti non dice nulla: conta se restano per una ragione che dura. Le misure generali stanno in fidelizzazione del personale e in turnover del personale.