Pubblicare gratis sembra il modo perfetto di cominciare, e per molte posizioni di una PMI lo è. Ma il gratuito ha limiti strutturali. Su Indeed, per esempio, la pagina italiana per chi assume dice che la maggior parte degli annunci si può pubblicare gratis, e aggiunge che gli annunci gratuiti perdono visibilità nel tempo. Per le posizioni senior o con competenze rare, di rado un annuncio gratuito porta da solo abbastanza candidature.
Questo è l’elenco di riferimento che usiamo in Join per ragionare sui portali, raggruppato per ciò per cui ciascuno è nato. Una premessa onesta: il titolo promette annunci gratuiti, ma per ogni portale abbiamo scritto solo ciò che le sue pagine pubbliche dicevano il 18 ottobre 2026. Dove la pagina non dichiara il costo, o non si è lasciata leggere, lo troverai scritto. Due portali, Remotive e Working Nomads, risultano a pagamento: li teniamo nella lista perché chi cerca profili da remoto li incontra, ma sono fuori dal gratuito.
La regola pratica che consigliamo, e che è un’opinione nostra e non un dato: due o tre portali per posizione. Uno solo difficilmente basta.
Generalisti globali, per la massima portata
1. Indeed
Il primo sito di lavoro al mondo per visite, secondo Indeed su dati Comscore di marzo 2026: 685 milioni di profili di persone in cerca di lavoro, attività in oltre 60 Paesi e 31 assunzioni al minuto (marzo 2026). Sulla pagina italiana citata sopra, la maggior parte degli annunci è gratuita; gli annunci sponsorizzati sono la parte a pagamento, in due livelli, Standard e Premium. Gli annunci pubblicati direttamente su Indeed usano per impostazione predefinita la Candidatura Semplice, che permette di candidarsi con il CV o il profilo Indeed e porta le candidature nel tuo account o nel tuo ATS.
Adatto a: il primo contatto con il mercato per quasi ogni posizione, e in particolare per le posizioni di livello intermedio.
2. LinkedIn
La pagina di LinkedIn indica 1,3 miliardi di membri, senza una data. Sul costo non c’è altrettanta chiarezza: la pagina per chi assume dice che i prezzi variano con ruolo, sede e numero di assunzioni, e non spiega che cosa sia gratuito. Non possiamo quindi dirti fin dove arrivi un annuncio non promosso: verifica nel tuo account che cosa ti offre per quella sede prima di contarci.
Adatto a: ruoli d’ufficio e professionali, soprattutto nelle grandi città.
3. Google for Jobs
Non è una piattaforma: è l’integrazione di Google per le offerte di lavoro. Se la tua pagina Lavora con noi ha il markup JobPosting, le tue posizioni possono comparire direttamente nei risultati di ricerca: lo dice la documentazione di Google, che elenca l’Italia tra i Paesi in cui l’esperienza è disponibile. Non si pubblica su Google: si prepara la propria pagina.
Adatto a: aziende con una propria pagina Lavora con noi e un markup pulito.
4. Talent.com
Un aggregatore globale che, sulla pagina per le aziende, parla di oltre 28 milioni di visitatori unici al mese nel mondo e di 77 Paesi. La pagina non nomina la pubblicazione gratuita, quindi non possiamo confermarla.
Adatto a: estendere la portata oltre i canali del tuo mercato.
Motori di ricerca e aggregatori
Per nessuno dei cinque portali di questa sezione abbiamo potuto confermare le condizioni di pubblicazione dalle pagine pubbliche: scriviamo solo ciò che abbiamo letto.
5. Jooble
Un motore di ricerca di offerte di lavoro. Il sito italiano ha, per i datori di lavoro, un link «Pubblica annuncio di lavoro»; la home page non indica costi.
Adatto a: posizioni aperte a candidati di più lingue, come canale in più.
6. Careerjet
Un aggregatore con un sito italiano che per le aziende offre la voce «Pubblica annunci di lavoro». Le pagine che abbiamo letto non indicano costi.
Adatto a: allungare la portata su un annuncio già presente su un portale principale.
7. Jobrapido
Un aggregatore con un sito italiano. Il sito per le aziende ha una voce «Pubblica le tue offerte di lavoro» e parla di «120M+ utenti profilati», ma non spiega condizioni né costi di pubblicazione.
Adatto a: portata passiva in aggiunta a un annuncio già pubblicato altrove.
8. Jobted
Il dominio italiano che abbiamo provato il 18 ottobre 2026 (jobted.it) rimanda a un altro sito, e non l’abbiamo seguito: non abbiamo nulla di verificato da dirti. Prima di contare su questo portale, controlla la sua pagina per le aziende.
9. WhatJobs
La pagina per le aziende è protetta da una verifica anti-bot e non ci ha lasciato leggere le condizioni. Come per Jobted, non scriviamo nulla che non abbiamo potuto leggere.
Lavoro da remoto e tecnologia: nicchie a pagamento
10. Remotive
Una bacheca di offerte solo da remoto, con più di 125.000 posizioni a distanza indicate sulla home page e un pubblico che il sito descrive come professionisti del lavoro da remoto. Non è gratuita: la pagina per chi assume mostra tre piani, da 299 dollari al mese (Basic) a 448 dollari (Premium), e nessun livello gratuito. Il fornitore promette 200 o più clic su «Candidati» oppure la ripubblicazione dell’annuncio per un altro mese senza costi.
Adatto a: posizioni tecniche interamente da remoto, quando il budget c’è.
11. Working Nomads
Una raccolta curata di offerte da remoto. Sul sito le categorie vanno da Sviluppo a Marketing, Vendite e Risorse umane. Non è gratuito: la pagina delle opzioni di pubblicazione indica 199 dollari per un annuncio e 1.690 dollari per un pacchetto da dieci, con crediti validi due anni, e nessuna opzione gratuita.
Adatto a: posizioni interamente da remoto fuori dalle bacheche tecniche più grandi.
Dove il gratuito arriva al limite
Un annuncio gratuito funziona bene per:
- posizioni dal profilo ampio, con un grande bacino di candidati attivi;
- posizioni senza urgenza;
- ruoli d’ufficio, di servizio, commerciali e profili informatici standard.
Non basta per:
- ruoli senior o di direzione, in cui il pubblico non frequenta i portali aperti;
- profili tecnici molto specialistici, dove l’attenzione dei candidati è contesa;
- posizioni con una scadenza stretta, come una sostituzione o un lavoro a progetto;
- figure di difficile reperimento, come infermieri, artigiani o specifiche discipline ingegneristiche.
Se ti riconosci in uno di questi casi, la risposta onesta è un portale a pagamento per la singola posizione: paghi una visibilità che altrimenti non avresti.
Quale portale e quando
Anche questa tabella è una nostra opinione, costruita solo sui portali di cui sopra.
| Se hai | Parti da | Affianca |
|---|---|---|
Una pagina Lavora con noi con markup JobPosting | Google for Jobs (preparazione della pagina) | Indeed |
| Un ruolo d’ufficio o standard | Indeed | LinkedIn, dopo aver verificato le condizioni |
| Un ruolo tecnico da remoto | Remotive o Working Nomads, a pagamento |
Una regola finale
Pubblica su più portali, gestisci in un posto solo. Pubblicare a mano su quattro portali significa gestire quattro serie di notifiche e quattro pannelli, poi copiare ogni candidatura dove tieni davvero traccia dei candidati: nel tuo ATS, se ce l’hai, o in un foglio di calcolo, se no. È questa riconciliazione manuale la parte inefficiente, non la scelta di pubblicare in più posti. L’assetto giusto è il multiposting da un ATS che riporta tutte le candidature in un’unica pipeline, con la fonte di ogni candidatura registrata, così vedi quale portale ha portato quale assunzione.
Se dopo due settimane le candidature sono poche, sostituire uno slot gratuito con un annuncio a pagamento rende più che aggiungere un quinto portale gratuito. La portata è un moltiplicatore, non rimedia a un annuncio che nessuno legge.
In Join la distribuzione organica degli annunci idonei è inclusa nell’abbonamento; quali portali siano attivi per l’Italia e per la tua posizione cambia caso per caso: controlla i canali che Join propone per il tuo annuncio. Per un confronto tra costo e limiti del gratuito, c’è la pagina su come pubblicare annunci di lavoro gratis, e l’elenco dei portali di lavoro raccoglie le schede dei singoli portali.


