Congedo parentale
Il congedo parentale è un’astensione dal lavoro riconosciuta a ciascun genitore, per occuparsi del figlio, nei primi quattordici anni di vita. In Italia lo regola il d.lgs. 151/2001; per i dipendenti l’indennità è di solito anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS.
La richiesta di congedo parentale arriva con cinque giorni di preavviso, e chi la riceve in azienda deve sapere subito che cosa spetta, chi anticipa il pagamento e che cosa tutela la persona. Il testo di legge lo costruisce come un diritto, e lascia poco spazio alla discrezione.
Che cosa è
L’articolo 32 del d.lgs. 151/2001 (testo in vigore dal 1° gennaio 2026) dà a ciascun genitore il diritto di astenersi dal lavoro, per ogni figlio, nei primi quattordici anni di vita. La finestra era di dodici anni: l’INPS ha comunicato il 27 gennaio 2026 che la legge di bilancio 2026 l’ha portata a quattordici per i dipendenti.
I congedi dei due genitori non possono superare in totale dieci mesi, con una deroga: se il padre si astiene per almeno tre mesi, continuativi o frazionati, il limite sale a undici. La madre può usare fino a sei mesi dopo il congedo di maternità, il padre fino a sei dalla nascita (sette con la deroga); un genitore solo, o con affidamento esclusivo, fino a undici. Il preavviso è di almeno cinque giorni, con inizio e fine, salvo oggettiva impossibilità, secondo i contratti collettivi; per il congedo a ore, di due. Le modalità orarie le stabilisce la contrattazione collettiva di settore e, dove manca, ciascun genitore sceglie tra giorni e ore, con un tetto pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga precedente.
Quanto si paga e chi paga
L’articolo 34 riconosce a ciascun genitore tre mesi non trasferibili al 30% della retribuzione, altri tre da dividersi a scelta e, per un genitore solo, nove mesi in tutto. Fino a tre mesi possono essere pagati all’80% se il figlio ha meno di sei anni, con condizioni che le leggi di bilancio hanno cambiato più volte. Oltre i mesi indennizzati il 30% spetta solo se il reddito individuale è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione. Il congedo conta ai fini dell’anzianità di servizio e non riduce ferie e tredicesima, salvo le voci accessorie legate alla presenza effettiva, a meno che il contratto collettivo disponga altrimenti.
Per la maggior parte dei dipendenti, secondo la scheda dell’INPS, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro per conto dell’istituto; l’INPS paga direttamente solo gli operai agricoli e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato. La domanda si presenta online o tramite patronato prima dell’inizio del congedo: con una domanda tardiva si pagano solo i giorni dalla data di presentazione.
Dove si ferma e che cosa tutela
Il congedo non va confuso con quello di maternità né con il congedo di paternità obbligatorio (10 giorni lavorativi, 20 con parto plurimo), che ha una disciplina a sé.
Chi lo chiede è tutelato. L’articolo 54 dichiara nullo il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale, da parte della madre o del padre. Alla lavoratrice si applica inoltre il divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno del bambino, con quattro eccezioni (colpa grave, cessazione dell’attività, scadenza del termine o ultimazione della prestazione, esito negativo della prova); al padre, per la durata del congedo di paternità e fino all’anno del bambino. L’articolo 56 garantisce che, per i congedi diversi dalla maternità, la persona conservi il posto e rientri nella stessa unità produttiva o in una dello stesso comune, con le mansioni precedenti o equivalenti.
Come dirlo in un annuncio
Il minimo di legge spetta a tutti — quindi citarlo non distingue il ruolo. Ciò che i candidati possono confrontare è la parte che offri tu: un’integrazione della retribuzione durante il congedo, un rientro graduale o settimane in più rispetto al periodo indennizzato. Indica durata e condizioni, e non dare per scontato chi, in una famiglia, userà il congedo.
In Join i benefit si definiscono una sola volta nelle impostazioni, e se un benefit manca lo aggiungi prima lì. Per l’offerta contano solo quelli scelti nell’annuncio.
Fonti e riferimenti
- Normattiva: d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 32 (congedo parentale)
- Normattiva: d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 34 (trattamento economico e normativo)
- Normattiva: d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 27-bis (congedo di paternità obbligatorio)
- Normattiva: d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 54 (divieto di licenziamento)
- Normattiva: d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 56 (diritto al rientro e alla conservazione del posto)
- INPS: indennità di congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti
- INPS: congedo parentale, lavoratori dipendenti, esteso fino ai 14 anni
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