Chief people officer (CPO)
Il chief people officer (CPO) è il responsabile di vertice di risorse umane, talenti e cultura aziendale. In italiano il titolo corrispondente è di solito direttore delle risorse umane; il nome varia, il perimetro lo decide ogni azienda.
Quando in un annuncio o su LinkedIn compare «chief people officer» non c’è un ruolo standard dietro il titolo. C’è la persona che risponde della funzione risorse umane al livello più alto dell’azienda, con il nome che l’azienda ha scelto di darle.
Che cosa indica il titolo
Il CPO è il vertice della funzione persone. Factorial, che vende software per le risorse umane, scrive che il chief human resources officer (CHRO) è il direttore delle risorse umane «anche noto come CPO» e che i due titoli si usano come equivalenti. Per chi cerca o descrive la posizione in italiano, «direttore delle risorse umane» e «chief people officer» possono quindi indicare lo stesso ruolo: il nome cambia da azienda ad azienda.
Il perimetro non è fissato. Nella descrizione di Factorial rientrano la strategia HR, la cultura e l’employer branding, la valutazione delle prestazioni, l’analisi dei dati sul personale, l’organigramma e il budget di assunzione, l’amministrazione strategica del personale e le relazioni sindacali. A questo elenco una funzione completa può aggiungere la selezione, con un recruiter o un responsabile dei talenti che riporta al CPO, la gestione operativa del personale (people operations, onboarding) e la formazione. In una PMI molte di queste voci ricadono su una sola persona, o su nessuna.
Il titolo non è una categoria di legge
In inglese il titolo suona come una carica societaria; in Italia non lo è. L’articolo 2095 del codice civile divide chi lavora alle dipendenze in dirigenti, quadri, impiegati e operai, e rinvia alle leggi speciali per i requisiti di appartenenza a ciascuna categoria. Un «chief» sul biglietto da visita può essere un dirigente, un quadro o altro: lo stabiliscono il contratto individuale e la disciplina collettiva applicabile. Se stai scrivendo un annuncio, non lasciare che sia il titolo a dire l’inquadramento.
Quando serve a una PMI
Non risulta alcuna norma che imponga questa figura né una soglia di dipendenti, documentata da fonti affidabili, oltre la quale diventi necessaria. Il segnale è un altro: il titolare o chi dirige le operazioni non riesce più a tenere insieme la qualità delle assunzioni e il resto, e ha bisogno di qualcuno che gestisca anche la parte operativa delle persone, dal contratto alla valutazione. Prima di quel punto la funzione sta, e funziona, nelle mani di un responsabile HR o del direttore operativo.
Chi scrive vende un software per la selezione e ha quindi interesse a far crescere le assunzioni gestite: leggi questo criterio con quel conflitto in mente. Il titolo, in ogni caso, conta meno del problema che la persona è chiamata a risolvere — scrivi prima quello, poi scegli come chiamarla.