Lavoro temporaneo

Il lavoro temporaneo è un impiego con una fine prevista: un contratto a tempo determinato che stipuli tu, oppure una somministrazione tramite agenzia. Copre un bisogno limitato nel tempo e non sostituisce una posizione che serve in modo stabile.

Altri nomi: lavoro a termine, lavoro interinale, lavoro stagionale

Un nome, due contratti

«Lavoro temporaneo» non è un contratto: è il modo di dire che un impiego ha una fine. La legge italiana lo realizza in due modi. Con il contratto a tempo determinato assumi tu e il contratto ha una scadenza. Con la somministrazione assume un’agenzia, che ti mette a disposizione la persona per una missione: tu ne dirigi il lavoro, l’agenzia resta il datore di lavoro e ne esercita il potere disciplinare, come prevede l’articolo 35 del decreto legislativo 81/2015.

Il lavoro stagionale non è una terza categoria: dentro il tempo determinato gode di regole più elastiche. Non è nemmeno lavoro autonomo: chi è freelance fattura e non è alle tue dipendenze. Il rapporto a termine resta un contratto di lavoro subordinato, con una data di fine.

Durata, proroghe e quote

I limiti riguardano tre cose: quanto dura il rapporto, quante volte lo prolunghi, quante persone puoi avere.

Durata. L’articolo 19 fissa a dodici mesi il termine di un contratto. Si arriva a ventiquattro solo con una di tre condizioni: i casi previsti dai contratti collettivi; in mancanza di previsioni nei contratti collettivi, le esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti del contratto; oppure la sostituzione di altri lavoratori. La seconda vale entro il 31 dicembre 2026, nel testo in vigore il 18 ottobre 2026: se programmi un contratto lungo per l’anno prossimo, mettila in agenda. Superati i dodici mesi senza condizione, il contratto diventa a tempo indeterminato da quel giorno; lo stesso succede oltre i ventiquattro mesi complessivi tra le stesse parti per mansioni di pari livello e categoria, e in quel conto entrano anche le missioni in somministrazione tra gli stessi soggetti. Le attività stagionali sono escluse da questo tetto. Il termine, inoltre, produce effetto solo se risulta da un atto scritto, di cui consegni copia entro cinque giorni lavorativi dall’inizio: l’obbligo non vale per i rapporti fino a dodici giorni.

Proroghe e rinnovi. Nei primi dodici mesi sono liberi; dopo, servono le condizioni dell’articolo 19. L’articolo 21 consente di prorogare con il consenso della persona, al massimo quattro volte in ventiquattro mesi. Se la riassumi entro dieci giorni da un contratto fino a sei mesi, o entro venti da uno più lungo, il secondo contratto diventa a tempo indeterminato. Anche qui i lavoratori stagionali individuati dal decreto ministeriale e dai contratti collettivi fanno eccezione.

Quantità. Per l’articolo 31, comma 2, i lavoratori a tempo determinato e quelli in somministrazione a termine non possono superare insieme il 30 per cento degli indeterminati in forza al 1° gennaio dell’anno, salvo diversa previsione dei contratti collettivi che applichi, e resta fermo il limite proprio del tempo determinato dell’articolo 23. Anche questa regola ha le sue esenzioni, per esempio per chi gode da almeno sei mesi di trattamenti di disoccupazione o di ammortizzatori sociali.

Come decidere

La domanda da farsi è una: la fine è nota? Una sostituzione con rientro previsto, un progetto con un traguardo, un picco che torna ogni anno hanno una fine; una mansione che serve tutto l’anno no, e una catena di contratti a termine incontra i limiti di sopra e ti costringe a ripetere l’inserimento a ogni giro. Se il bisogno non finisce, apri una posizione stabile.

Poi scegli la forma. Con il tempo determinato scegli tu la persona e la inserisci nel tuo team. Con la somministrazione la propone l’agenzia, che firma il contratto; il trattamento della persona non può essere complessivamente inferiore, a parità di mansioni, a quello dei tuoi dipendenti di pari livello, e rispondi in solido di retribuzioni e contributi.

Un rapporto a termine che va bene può diventare stabile. Con la somministrazione puoi assumere la persona al termine della missione: una clausola che lo vieta è nulla, salvo un’indennità adeguata prevista dal contratto collettivo dell’agenzia (articolo 35, comma 8). Per chi vuoi rivedere alla prossima stagione, tieni i contatti nel Talent Pool.

In Join il tipo di contratto si sceglie nella creazione dell’annuncio tra quelli previsti per il paese; la documentazione non elenca le opzioni per l’Italia, quindi controlla che corrispondano al contratto che firmerai. Il campo della durata chiede i mesi totali: se la fine dipende da un rientro, scrivilo anche nella descrizione. Nel Talent Pool vedi lo stato del consenso di ogni persona.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Una persona in somministrazione è una mia dipendente?
No: la assume l’agenzia, che resta il suo datore di lavoro ed esercita il potere disciplinare. Tu dirigi il lavoro durante la missione e rispondi in solido con l’agenzia di retribuzioni e contributi, con diritto di rivalsa verso l’agenzia (articolo 35 del decreto legislativo 81/2015).
Quando un contratto a termine diventa a tempo indeterminato?
Per esempio quando supera i dodici mesi senza una delle condizioni dell’articolo 19, quando i rapporti tra le stesse parti per mansioni di pari livello superano i ventiquattro mesi, o quando le proroghe sono più di quattro. Le attività stagionali seguono regole proprie. Per un caso concreto chiedi al consulente del lavoro.

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