Figure C-level
Le figure C-level sono i vertici esecutivi con titolo «Chief» (CEO, CFO, CTO, CPO), ciascuno responsabile di un’intera funzione. In Italia non è una qualifica di legge: i dirigenti dell’art. 2095 c.c. e gli amministratori seguono regimi diversi.
Che cosa indica C-level
«C-level» raccoglie le cariche con il titolo «Chief» davanti: CEO, CFO, CTO, COO, e il vertice delle persone, che nel glossario compare come CPO. Il tratto comune non è l’anzianità. È l’ambito: chi sta al livello C risponde di un’intera funzione e ne fissa la strategia, davanti al consiglio e agli investitori. Rispetto al livello senior, che guida una squadra, il salto è di mestiere più che di grado.
Dirigente o amministratore
In Italia il termine anglosassone non coincide con una categoria di legge, e sotto la stessa etichetta convivono posizioni con regimi distinti. Per capire quale hai davanti, guarda il contratto: lavoro subordinato, carica sociale o entrambi.
L’art. 2095 del Codice civile divide i lavoratori subordinati in dirigenti, quadri, impiegati e operai. Se un CFO o un CTO è assunto con contratto di lavoro subordinato, la categoria in gioco è questa, e le massime riportate sulla stessa pagina descrivono il dirigente come una figura che, per autonomia e responsabilità, si avvicina all’imprenditore. L’inquadramento effettivo dipende però dal contratto collettivo applicato e dalle mansioni, non dal titolo.
Chi siede nel consiglio di amministrazione è un’altra cosa. Per l’art. 2389 c.c., salvo diversa disposizione dello statuto, i compensi degli amministratori sono stabiliti all’atto della nomina dall’organo competente; possono consistere anche in una partecipazione agli utili o nel diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura emissione. Per chi ha cariche particolari, come l’amministratore delegato, la remunerazione la stabilisce il consiglio, sentito l’organo di controllo.
Le due posizioni possono anche sovrapporsi nella stessa persona, e come impostare i due rapporti è una domanda da fare a chi segue il diritto societario e del lavoro prima di scrivere l’offerta.
Perché la selezione cambia
Cercare un vertice somiglia poco al riempire una posizione. L’offerta è spesso una combinazione di retribuzione, quote e condizioni di uscita da negoziare con più parti, e chi decide non è un solo responsabile ma il consiglio o i fondatori. Il processo ne esce più lungo e, di norma, più riservato: se la ricerca prepara la sostituzione di chi occupa oggi il ruolo, un annuncio pubblico la rivelerebbe.
Il bacino di profili idonei è piccolo, e per questo la ricerca può passare da una società di executive search o da contatti diretti invece che da un annuncio. Il principio è lo stesso di ogni selezione, con la posta più alta: criteri scritti prima di incontrare qualcuno.
Dove il software aiuta ancora
Il ruolo del software è più ridotto che nelle ricerche di massa, ma c’è. Le note private tengono insieme gli appunti di chi incontra la persona, e le schede di valutazione permettono a consiglio e fondatori di giudicare tutte le persone finaliste sugli stessi criteri. Il rischio da evitare è la discussione in cui ciascuno confronta la propria impressione con quella degli altri senza un metro comune.