Work-life balance (equilibrio tra lavoro e vita privata)

Il work-life balance indica quanto bene convivono le responsabilità di lavoro e la vita privata, senza che una prevalga in modo stabile sull’altra. In un annuncio è una promessa facile da scrivere e difficile da verificare.

Altri nomi: equilibrio vita-lavoro, conciliazione vita-lavoro, work/life balance, conciliazione dei tempi

Di chi è l’equilibrio

«Work-life balance» sembra nominare una preferenza universale. Non lo è. Chi ha figli piccoli cerca orari prevedibili e abbastanza congedo da non dover scegliere tra una febbre e una consegna. Chi lavora a turni cerca un calendario che non cambi con due giorni di preavviso. Chi lavora da remoto chiede spesso altro: meno riunioni in sincrono e la scelta di quando svolgere il lavoro.

La legge conosce solo alcune di queste richieste. La direttiva (UE) 2019/1158 è dedicata all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare e si rivolge a genitori e prestatori di assistenza, non a tutta la forza lavoro: chiede agli Stati di garantire a chi ha figli fino ad almeno otto anni e a chi assiste un familiare il diritto di chiedere modalità di lavoro flessibili, con risposta motivata in caso di rifiuto. Gli Stati dovevano recepirla entro il 2 agosto 2022; in Italia l’ha fatto il decreto legislativo 105/2022. Il primo errore è leggere «ottimo equilibrio» in un annuncio come una promessa valida per tutti.

Obblighi, regole e promesse

Si possono distinguere tre livelli.

Gli obblighi. Il padre lavoratore, e dopo la sentenza 115/2025 della Corte costituzionale anche la lavoratrice genitore intenzionale in una coppia di donne, ha diritto a dieci giorni lavorativi di congedo obbligatorio, venti in caso di parto plurimo, da fruire dai due mesi prima della data presunta del parto ed entro i cinque mesi dopo (decreto legislativo 151/2001, articolo 27-bis).

Le regole per chi concorda il lavoro agile. L’articolo 18 della legge 81/2017 impone di dare la precedenza a chi chiede il lavoro agile avendo figli di età non superiore a dodici anni, o figli con disabilità senza limite di età, e vieta di penalizzare chi lo chiede. L’articolo 19 vuole un accordo scritto, che stabilisca quando la persona riposa e come si disconnette dagli strumenti di lavoro.

Le promesse. Tutto il resto: «ambiente flessibile», «ottimo equilibrio». Nessuna delle due frasi dice quante ore, quali giorni, chi risponde se arriva un messaggio alle nove di sera. Finché non lo dice, non si può verificare né confrontare con l’offerta di un’altra azienda.

Condizioni al posto degli aggettivi

Sostituisci l’aggettivo con le condizioni che puoi mantenere: le ore settimanali, i giorni in sede, se offri il lavoro agile e con quali regole di disconnessione, come funzionano i turni e con quanto preavviso cambiano. Una condizione specifica la persona può controllarla dopo il primo mese di lavoro; una promessa vaga no.

In Join queste condizioni stanno in campi separati della creazione dell’annuncio: il modello di lavoro (in sede, ibrido con un numero flessibile di giorni o giorni fissi, da remoto), le ore settimanali, i giorni di ferie annuali e i benefit, scelti tra quelli configurati nell’azienda. La documentazione non descrive un campo dedicato all’equilibrio: lo si costruisce con questi.

Al colloquio non chiedere se la persona tiene all’equilibrio, perché tutte rispondono di sì. Chiedi che cosa succede in una settimana storta: che cosa si rimanda, chi copre, se chi dirige difende il confine o si aspetta comunque le ore in più. Le persone candidate possono farti le stesse domande: preparati a rispondere con dati e, se non ne hai, a dirlo.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

L’equilibrio tra lavoro e vita privata è un diritto?
In parte, e solo per alcune persone. La direttiva (UE) 2019/1158 chiede agli Stati di garantire a genitori e persone che assistono un familiare il diritto di chiedere orari flessibili, con risposta motivata in caso di rifiuto, non quello di ottenerli. In Italia la regola più vicina è la precedenza nel lavoro agile prevista dall’articolo 18 della legge 81/2017 per alcune categorie, tra cui chi ha figli fino a dodici anni. La direttiva non garantisce a nessuno orari ridotti o fissi.
Che cosa prevede la legge sulla disconnessione?
Per il lavoro agile l’accordo scritto deve individuare i tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative che assicurano la disconnessione dagli strumenti di lavoro (articolo 19 della legge 81/2017). Per le altre forme di lavoro chiedi al consulente del lavoro che cosa prevede il contratto che applichi.

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