Curriculum vitae (CV)

Il curriculum vitae, o CV, è il documento con cui una persona riassume studi, esperienze e competenze quando si candida. Per chi assume è un’autodichiarazione da verificare: serve a decidere chi invitare al colloquio, non a decidere chi assumere.

Altri nomi: CV, curriculum, resume, résumé

Che cosa tieni in mano

In Italia «CV» e «curriculum vitae» indicano lo stesso documento; il resume americano è il parente anglosassone. Molte persone lo preparano con Europass, lo strumento europeo che permette di creare uno o più CV a partire dal proprio profilo online (Europass). Il formato non è un requisito: quello che conta è che il documento sia leggibile e ricostruisca un percorso.

Per chi seleziona il CV è un’autodichiarazione. Dice che cosa la persona sceglie di mostrare; per sapere il resto servono colloquio, prova di lavoro e, quando serve, referenze.

Come lo leggi senza farti guidare dall’impaginazione

Prima di aprire il primo CV decidi quali due o tre prove cerchi, ricavandole dall’annuncio. Poi leggi solo per trovarle e annota una domanda per ciascuna lacuna. Un CV ben progettato graficamente non vale più di uno sobrio, e quello con il ruolo giusto sepolto a pagina due merita comunque la stessa lettura. Quando scarti, scrivi la ragione in una frase legata al ruolo: se non riesci, lo scarto dipende dalla forma e non dalla sostanza. Chiedere il CV come file obbligatorio filtra chi non lo ha pronto, non chi è meno adatto: se non ti serve per decidere chi invitare, valuta se chiederlo.

Che cosa puoi usare e che cosa no

Quando una persona ti manda un CV senza che tu lo abbia chiesto, l’articolo 111-bis del Codice privacy prevede l’informativa dell’articolo 13 del GDPR «al momento del primo contatto utile» e dice che il consenso non è dovuto per i dati del CV entro la finalità di trattare la richiesta di assunzione (Normattiva). Per quanto tempo puoi conservarlo è un’altra questione, trattata in conservazione dei dati delle candidature.

Due limiti riguardano il contenuto. L’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori vieta le indagini su opinioni politiche, religiose o sindacali (Normattiva): se un CV riporta un incarico di partito o di sindacato, la prudenza è non farne un criterio e non fare domande su quelle opinioni. L’articolo 27 del d.lgs. 198/2006 vieta la discriminazione nell’accesso al lavoro anche indiretta, attraverso meccanismi di preselezione, e cita i riferimenti a stato matrimoniale, di famiglia o di gravidanza (Normattiva). Non costruire filtri su quei dati.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Devo chiedere il consenso quando ricevo un CV spontaneo?
Per i dati contenuti nel CV, no: l’articolo 111-bis del Codice privacy dice che il consenso non è dovuto entro le finalità dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera b, del GDPR. Dovuta è l’informativa dell’articolo 13, da dare al primo contatto utile dopo la ricezione. Se vuoi usare il CV per altri scopi, la valutazione cambia.

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