Lettera di presentazione
La lettera di presentazione è un breve testo che chi si candida invia insieme al CV, di solito una pagina, per spiegare perché vuole proprio quel ruolo in quell’azienda. Dice ciò che il CV non può dire: la motivazione e la direzione.
Il CV racconta che cosa una persona ha fatto. La lettera di presentazione risponde a un’altra domanda: perché vuole farlo adesso, qui. Una lettera che riscrive il CV in forma di paragrafo non risponde a nessuna delle due.
Che cosa aggiunge al CV
Una lettera utile dice tre cose che il CV non contiene:
- Perché questa azienda, e non una qualsiasi del settore.
- Perché questo ruolo, alla luce di ciò che la persona ha già fatto.
- Che cosa vuole fare dopo, in parole semplici.
Senza una delle tre, quello che hai in mano è una formula di cortesia. Con tutte e tre ottieni un segnale che il CV non dà: se la persona ha letto l’annuncio.
Obbligatoria o facoltativa
Chiedere la lettera ha un costo per chi si candida, e conviene valutare quanto la leggerai davvero. Per molte posizioni la risposta è facoltativa: chi ha qualcosa da dire la scrive, gli altri non vengono esclusi per un campo vuoto. L’obbligo ha senso quando la scrittura è parte del lavoro, ad esempio in comunicazione o in una funzione che scrive a clienti, e quando qualcuno nel team la legge prima di decidere chi chiamare.
Nell’annuncio creato con Join il CV è richiesto di default e la lettera si aggiunge solo se lo decidi, come obbligatoria o facoltativa (Join Help). Il default è una buona indicazione: parti dal minimo e aggiungi il resto solo se lo usi.
Non esiste, tra le fonti consultate, un dato italiano su quanto le aziende la leggano o su quanto pesi nella scelta, e questa pagina non ne inventa uno.
Che cosa non chiedere
La legge 300/1970, all’articolo 8, pone un limite preciso a ciò che puoi chiedere: niente indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali e su fatti non rilevanti per l’attitudine professionale, nemmeno attraverso terzi. Vale anche per le domande poste in una lettera: «raccontaci le tue convinzioni» o «dicci se hai figli» non hanno a che fare con l’attitudine professionale. Chiedi motivazione, interesse per il ruolo, la direzione professionale. Un’indicazione nell’annuncio basta: due o tre domande scritte dal tuo team valgono più di «scrivi una lettera».
Per chi non sa da dove cominciare, Europass offre uno strumento per creare una lettera di presentazione con una struttura standard; è un aiuto per chi scrive e non un criterio di valutazione.
La trappola della lunghezza
Un errore frequente nelle piccole aziende è scartare chi manda una lettera corta. La lunghezza non è un segnale. Tre frasi che dicono con precisione perché la persona vuole il ruolo valgono più di mezza pagina di «con la presente desidero manifestare il mio interesse». E chi scrive in una seconda lingua, o per la prima volta, può non avere dimestichezza con il formato senza per questo avere meno da dire. Leggi quello che la lettera dice, non quanto occupa.