Programma di tirocinio
Un programma di tirocinio è un insieme strutturato di tirocini, di solito per studenti e neodiplomati o neolaureati, con obiettivi formativi, un tutor e un esito dichiarato. Non è un rapporto di lavoro: la regola dipende dalla Regione e dalla legge di bilancio 2022.
Un tirocinio non è un contratto di lavoro a basso costo, e la legge lo dice espressamente. Chi apre un programma deve decidere, prima di scrivere l’annuncio, che cosa impara la persona e chi la segue.
Che cos’è, secondo la legge
La nota 530 dell’Ispettorato nazionale del lavoro, del 21 marzo 2022, riassume i commi 720-726 dell’articolo 1 della legge 234/2021. Il tirocinio è un percorso formativo che alterna studio e lavoro, per l’orientamento e la formazione professionale; è curricolare quando serve a un titolo di studio riconosciuto. La parte che interessa a chi assume è quella extracurricolare, svolta fuori da un percorso di studi.
Chi gestisce un programma deve distinguere la legge nazionale dalla disciplina regionale applicabile. Il comma 721 prevede nuove linee guida della Conferenza Stato-Regioni: tra i criteri figurano indennità, durata massima, limiti numerici, valutazione iniziale e certificazione finale delle competenze, quote di assunzione e misure contro gli abusi. Il criterio che avrebbe circoscritto i tirocini extracurricolari a persone con difficoltà di inclusione sociale, previsto dalla lettera a), è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla sentenza 70/2023 della Corte costituzionale. Non è quindi un requisito nazionale di accesso.
Come funziona un programma
Un programma ripete lo stesso percorso per più persone. Indennità, durata e valutazione vanno definite nel rispetto della disciplina applicabile. Per attivare ogni tirocinio servono una convenzione tra soggetto promotore e soggetto ospitante e un piano formativo. Entrambi nominano un tutor, come ricorda il Ministero del Lavoro. L’azienda ospitante rispetta in ogni caso le norme sulla sicurezza del d.lgs. 81/2008 (comma 725).
La documentazione di Join elenca tra le fonti del Talent Pool i «high-performing interns». Si aggiungono dal profilo con «Add to Talent Pool»; la persona non riceve una notifica, e la colonna «GDPR Status» mostra lo stato del consenso, da guardare prima di ricontattarla.
Dove si inceppa
Il punto più rischioso è la natura del rapporto. Per la nota INL il tirocinio non può sostituire dipendenti, e un uso fraudolento viene punito dal comma 723. Il secondo rischio è l’indennità: il comma 722 prevede una sanzione tra 1.000 e 6.000 euro per chi non la riconosce. Il terzo è meno visibile: se alla fine nessuno dice alla persona che cosa succede dopo, il rapporto si chiude da solo.
Lo stato dell’adozione delle linee guida del comma 721 non è stato verificato per questa voce: prima di avviare un tirocinio controlla la normativa della Regione dove si svolge, inclusi destinatari, indennità minima, durata e limiti numerici. La sentenza sul criterio nazionale non sostituisce questa verifica regionale.
Come seguirlo
Registra per ogni tirocinante la data di inizio, l’indennità, il tutor, la valutazione finale e l’esito, tra assunzione, proposta rinviata o fine del rapporto. Se l’obiettivo è assumere, confronta il tirocinio con l’apprendistato, che è un contratto di lavoro. Quando apri un ruolo di livello iniziale, parti da chi ha concluso un tirocinio da voi con una valutazione positiva e un consenso aggiornato.
Fonti e riferimenti
- Ispettorato nazionale del lavoro: nota del 21 marzo 2022, n. 530, sui tirocini (art. 1, commi 720-726, L. 234/2021)
- Corte costituzionale: sentenza 70/2023, illegittimità dell’art. 1, comma 721, lettera a), L. 234/2021
- Ministero del Lavoro: attivazione del tirocinio, convenzione, piano formativo e tutor
- Join Help: Talent Pool