Persona in cerca di lavoro (job seeker)
Una persona in cerca di lavoro è chi, occupata o no, dice di cercare un nuovo impiego. È un’autodefinizione: non coincide con la persona disoccupata di statistiche e registri né con la distinzione tra persone in cerca attiva e non attiva che usa chi recluta.
«Persona in cerca di lavoro» sembra un sinonimo di «disoccupata». Di solito si usa proprio così, ed è una scorciatoia che nasconde chi cerca mentre lavora.
Tre definizioni che si sovrappongono
Le statistiche europee hanno un criterio preciso. Per Eurostat è disoccupata la persona tra 15 e 74 anni che nella settimana di riferimento non ha un lavoro, è disponibile a iniziarlo entro le due settimane successive e ha cercato attivamente nelle quattro settimane che finiscono con quella settimana. Chi ha già trovato un lavoro che comincerà entro tre mesi rientra comunque nel gruppo.
Resta fuori chi vorrebbe lavorare e non soddisfa entrambe le condizioni. Eurostat chiama forza di lavoro potenziale aggiuntiva due gruppi esterni alla forza di lavoro: chi è disponibile ma non cerca e chi cerca ma non può iniziare subito. Alcune di queste persone si definirebbero in cerca di lavoro, e le statistiche non le contano come disoccupate.
La seconda definizione è amministrativa. L’articolo 19 del d.lgs. 150/2015 considera disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano in forma telematica la propria immediata disponibilità al lavoro e partecipano alle misure di politica attiva concordate con il centro per l’impiego. È uno stato che si ottiene con una dichiarazione, non una descrizione di come qualcuno cerca. L’articolo si rivolge a chi è privo di impiego.
La terza è la classificazione di chi recluta: Persona in cerca attiva di lavoro e Persona non in cerca attiva di lavoro descrivono come una persona è entrata nella tua selezione, non come direbbe di sé.
Dove passa il confine
In questa voce «persona in cerca di lavoro» è la categoria più ampia: chiunque dica di cercare, qualunque sia la sua condizione e quanto intensamente stia cercando oggi. Le due classificazioni di chi recluta restano sul piano operativo e hanno una voce propria. Da qui due conseguenze pratiche. C’è chi cerca mentre lavora, e di norma ha un preavviso da rispettare che sposta la data di inizio. E né la condizione statistica né quella amministrativa ti dicono se una persona sta cercando: lo dice lei.
Come usarla nella selezione
Non dedurre dalla condizione lavorativa l’interesse o la disponibilità: chiedi la data da cui la persona può iniziare e che cosa cerca. Nelle comunicazioni evita di rivolgerti solo a chi «è senza lavoro»: la persona occupata che legge l’annuncio è un destinatario altrettanto legittimo.
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