Benefit e incentivi
I benefit sono prestazioni e servizi riconosciuti a chi rientra in una categoria di dipendenti, a prescindere dai risultati: polizza sanitaria, previdenza complementare, welfare. Gli incentivi, come premi e provvigioni, si pagano solo se un obiettivo viene raggiunto.
Due elenchi che sembrano uno
Nel «cosa offriamo» di un annuncio o di una lettera di offerta, benefit e incentivi stanno di solito sotto la stessa intestazione: polizza sanitaria, buoni pasto, premio di risultato, auto aziendale. L’impressione è di un valore in più sopra lo stipendio. Chi confronta due offerte, però, scopre presto che non sono la stessa cosa.
Dove passa il confine
Un benefit spetta secondo regole di accesso e non dipende da come è andato il trimestre: per l’azienda il costo è in gran parte fisso quando l’organico è deciso. Un incentivo matura se succede qualcosa, cioè se un obiettivo, una vendita o un risultato aziendale viene raggiunto.
In Italia il confine ha anche una faccia contrattuale. Secondo un comunicato dell’Agenzia delle Entrate del 29 marzo 2018, per applicare l’imposta sostitutiva a un premio di risultato il presupposto è che il risultato aziendale previsto dal contratto sia raggiunto; lo stesso testo ricorda che, se il contratto aziendale o territoriale lo prevede, la persona può convertire il premio in benefit. Il comunicato è del 2018 e soglie e regole di allora possono essere cambiate: prima di promettere un premio agevolato in un’offerta, verifica la norma in vigore con chi cura le paghe.
Restano fuori da entrambe le categorie le mensilità aggiuntive. Secondo una guida divulgativa, la tredicesima spetta per legge a chi lavora come dipendente, mentre la quattordicesima c’è solo se il CCNL applicato la prevede. Per una persona che valuta un’offerta sono denaro quasi certo, non un premio.
Come presentarli in un’offerta
Tieni due elenchi separati. Nel primo metti ciò che spetta in ogni caso. Nel secondo ciò che dipende da un risultato, e per ogni voce scrivi da che cosa dipende, chi lo misura e quando viene pagato. Un esempio inventato: 30.000 € lordi annui e un premio «fino a» 3.000 € non valgono 33.000 €; valgono 30.000 € più un premio che la persona può non ricevere, e come tale va confrontato con un’offerta da 32.000 € senza premio.
Tenere due elenchi previene un rischio concreto: una lista unica fa sembrare più certo ciò che è condizionato, e chi deve chiedere in quale elenco rientri il bonus ha già notato la lacuna. Join vende software di selezione, non consulenza retributiva o fiscale.